La carta dei servizi della scuola ha come fonte d'ispirazione fondamentale gli att. 3 33 e 34 della Costituzione Italiana.
Dati tecnici ed amministrativi aggiornati al 1 settembre 2002
Si riporta il testo dello schema generale di riferimento denominato "Carta dei Servizi della Scuola" predisposto dal Dipartimento della funzione pubblica d'intesa con il Mi-nistero della Pubblica Istruzione.
I seguenti principi costituiscono il fondamento di questa Carta dei Servizi.
1 UGUAGLIANZA
1.1 Nessuna discriminazione nell'erogazione del servizio scolastico può essere compiuta per motivi riguardanti sesso, razza, etnia, lingua, religione, opinioni politi-che, condizioni psico-fisiche e socio-economiche.
2 IMPARZIALITA' E REGOLARITA'
2.1 I soggetti erogatori del servizio scolastico agiscono secondo criteri di obiettività ed equità,
2.2 La scuola attraverso tutte le sue componenti e con l'impegno delle istituzioni col-legate, garantisce la regolarità e la continuità del servizio e delle attività educative, anche in situazioni di conflitto sindacale, nel rispetto dei principi e delle norme sanciti dalla Legge e in applicazione delle disposizioni contrattuali in materia.
3 ACCOGLIENZA E INTEGRAZIONE
3.1 La scuola si impegna, con opportuni ed adeguati atteggiamenti ed azioni di tutti gli operatori del servizio, a favorire l'accoglienza dei genitori e degli alunni, l'inserimento e l'integrazione di questi ultimi, con particolare riguardo alla fase di in-gresso alle classi iniziali e alle situazioni di rilevante necessità.
Particolare impegno è prestato per la soluzione delle problematiche relative agli stranieri, a quelli degenti negli ospedali, a quelli in situazione dì handicap.
3.2 Nello svolgimento della propria attività, ogni operatore ha pieno rispetto dei diritti e degli interessi dello studente.
4 DIRITTO DI SCELTA, OBBLIGO SCOLASTICO E FREQUENZA
4.1 L'utente ha facoltà di scegliere fra le istituzioni che erogano il servizio scolastico. La libertà di scelta si esercita tra le istituzioni scolastiche statali dello stesso tipo, nei limiti della capienza obiettiva di ciascuna di esse. In caso di eccedenza di domande va, comunque, considerato il criterio della territorialità (residenza, domicilio, sede di lavoro dei familiari, ecc....)
4.2 L'obbligo scolastico, il proseguimento degli studi superiori e la regolarità della frequenza sono assicurati con interventi di prevenzione e controllo dell'evasione e della dispersione scolastica da parte di tutte le istituzioni coinvolte che collaborano tra loro in modo funzionale ed organico.
5 PARTECIPAZIONE, EFFICIENZA E TRASPARENZA
5.1 Istituzioni, personale, genitori, alunni sono protagonisti e responsabili dell'attuazione della "Carta"
attraverso una gestione partecipata della scuola, nell'ambito degli Organi e delle procedure vigenti.
I loro comportamenti devono favorire la più ampia realizzazione degli standard gene-rali del servizio.
5.2 Le istituzioni scolastiche e gli Enti Locali si impegnano a favorire le attività extra-scolastiche che realizzino la funzione della scuola come centro di promozione cultu-rale, sociale e civile, consentendo l'uso degli edifici e delle attrezzature fuori dall'orario del servizio scolastico.
5.3 Le istituzioni scolastiche, al fine di promuovere ogni forma di partecipazione, ga-rantiscono la massima semplificazione delle procedure ed un'informazione completa e trasparente.
5.4 L'attività scolastica, ed in particolare l'orario di servizio di tutte le componenti, s'informa a criteri di efficienza, di efficacia, flessibilità nell'organizzazione dei servizi amministrativi, dell'attività didattica e dell'offerta formativa integrata.
5.5 Per le stesse finalità, la scuola garantisce ed organizza le modalità di aggiorna-mento del personale in collaborazione con Istituzioni ed Enti culturali, nell'ambito del-le linee di indirizzo e delle strategie d'intervento definite dall'Amministrazione.
6 LIBERTA' D'INSEGNAMENTO E AGGIORNAMENTO DEL PERSONALE
6.1 La programmazione assicura il rispetto della libertà di insegnamento dei docenti e garantisce la formazione dell'alunno, facilitandone le potenzialità evolutive e con-tribuendo allo sviluppo armonico della responsabilità nel rispetto dello studio.
6.2 L'aggiornamento e la formazione costituiscono un impegno per tutto il personale scolastico e un compito per l'Amministrazione, che assicura interventi organici e re-golari.
PARTE 1
AREA DIDATTICA
7.1 La scuola, con l'apporto delle competenze professionali del personale e con la collaborazione ed il concorso delle famiglie, delle istituzioni e della società civile è responsabile della qualità delle attività educative e s'impegna a garantire l'adeguatezza alle esigenze culturali e formative degli alunni, nel rispetto di obiettivi educativi validi per il raggiungimento delle finalità istituzionali.
7.2 La scuola individua ed elabora gli strumenti per garantire la continuità educativa tra i diversi ordini e gradi dell'istruzione al fine di promuovere un armonico sviluppo della personalità degli alunni.
7.3 Nella scelta dei libri di testo e delle strumentazioni didattiche si assume come criterio di riferimento la validità culturale e la funzionalità educativa, con particolare riguardo agli obiettivi formativi, e la rispondenza alle esigenze dell'utenza.
Nella programmazione dell'azione educativa e didattica i docenti adottano, con il coinvolgimento delle famiglie, soluzioni idonee a rendere possibile un'equa distribu-zione dei testi scolastici nell'arco della settimana, in modo da evitare, nella stessa giornata, un sovraccarico di materiali didattici da trasportare.
7.4 Nell'assegnazione dei compiti da svolgere a casa, il docente opera in coerenza con la programmazione didattica del Consiglio d'Interclasse o di Classe, tenendo presente la necessità di rispettare razionali tempi di studio degli alunni, Nel rispetto degli obiettivi formativi previsti dagli ordinamenti scolastici e dalla programmazione educativo-didattica, si tenderà ad assicurare, ai bambini, nelle ore extrascolastiche, il tempo da dedicare al gioco o alla attività sportiva o all'apprendimento di lingue stra-niere o altri.
7.5 Nel rapporto con gli allievi, in particolare con i più piccoli, i docenti colloquiano in modo pacato e teso al convincimento.
Non devono ricorrere ad alcuna forma di intimidazione o minaccia di punizioni morti-ficanti.
7.6 Piano Offerta Formativa del Circolo Didattico (7.6.1)
Attività educativo-didattiche (7.6.2)
Programmazione educativa e didattica (7.6.3)
7.6.1. PIANO OFFERTA FORMATIVA DEL CIRCOLO DIDATTICO
CARATTERISTICHE DEL TERRITORIO PER L'INDIVIDUAZIONE DEI PRINCIPA-LI BISOGNI FORMATIVI
Il Comune di Casalpusterlengo è dislocato nella Provincia di Lodi, nell'area del Bas-so Lodigiano e conta circa 14000 abitanti. E' costituito da un grosso nucleo centrale e da due frazioni (Zorlesco e Vittadone) Le attività lavorative sono a carattere agrico-lo, artigianale, industriale.
Si verifica in modo consistente il fenomeno del pendolarismo, con spostamenti quo-tidiani di lavoratori soprattutto verso Milano.
Il territorio, che appartiene alla Provincia di Lodi da poco costituita, è stato oggetto, negli ultimi anni, di immigrazioni di giovani lavoratori e di nuclei familiari; ciò ha por-tato ad un leggero ma costante incremento del numero di abitanti.
Ad incrementare l'immigrazione hanno contribuito nuclei familiari provenienti da na-zioni extracomunitarie.
La religione professata dalla grande maggioranza delle persone è la religione cattoli-ca. Esistono minoranze di aderenti alla religione musulmana e ai testimoni di Geova.
A Casalpusterlengo esistono risorse ricreative, associazioni sportive, impianti sportivi (palestre, campi di calcio, tennis, pallavolo, basket, bocce, piscina coperta e all'aperto...)
Nel territorio del Comune operano inoltre gruppi culturali sociali:
- Associazioni umanitarie e assistenziali
- Parrocchie e oratori che organizzano attività formative, sportive e ricreative, grest estivi e che usufruiscono di strutture più o meno ampie
- Biblioteca/videoteca
- Gruppi teatrali
- Gruppi musicali e di danza
- Gruppo bandistico
Sia le attività ricreative che quelle culturali hanno una discreta fruizione da parte del-la popolazione del territorio
Per quanto riguarda le attività sociali, il Comune offre servizi assistenziali: l'asilo ni-do, lo spazio giochi. servizi per gli anziani e per quelle persone che necessitano di un particolare aiuto (portatori di handicap, extracomunitari, famiglie disagiate..). Si stanno organizzando inoltre servizi assistenziali privati.
La scuola elementare favorisce il rapporto con il territorio, attraverso lo studio del ter-ritorio stesso, delle sue risorse socio-economiche e mediante la partecipazione ad iniziative realizzate in collaborazione con le altre scuole, con la Biblioteca, l'Amministrazione Comunale, i gruppi di volontariato, gli Enti culturali
Nei locali del plesso di Viale Cappuccini è collocato il "Centro Ricreativo Educativo Permanente" che ospita, in orario pomeridiano, alcuni bambini della Scuola dell'obbligo.
E' stata attivata una collaborazione tra alcuni docenti e gli operatori del Centro per discutere aspetti educativi e didattici.
Sono inoltre stati attivati dei laboratori a cui hanno partecipato alcune classi.
TIPOLOGIA DEGLI ALLIEVI NEL TESSUTO SOCIO-ECONOMICO E NEL CON-TESTO SCOLASTICO
La qualità della vita nel territorio è buona, la disoccupazione è presente ma in misura minore rispetto ad altre zone italiane.
Non si evidenziano casi di abbandono scolastico e di difficile convivenza tra gli allie-vi.
La scuola, attenta ai mutamenti sociali del proprio territorio ed alle esigenze delle famiglie, si trova a rispondere a nuove situazioni determinate da alcuni fattori:
a) presenza di un numero maggiore di immigrati, in prevalenza nord africani, tunisi-ni, marocchini, ma anche albanesi, sudamericani asiatici che non conoscono la lingua italiana
b) presenza di alunni portatori di handicap
c) presenza di alunni in difficoltà sul piano relazionale e degli apprendimenti cogni-tivi. alunni con una capacità attentiva limitata nel tempo e che vivono in disagio socio-culturale.
Le classi rispettano la caratteristica dell'eterogeneità: attualmente esistono situazioni di alunni stranieri, alunni portatori di handicap o in difficoltà, più di uno per classe.
La necessità di una duplice forza lavoro all'interno delle famiglie e quella di allonta-narsi dalla città, per raggiungere l'ambiente di lavoro, creano qualche disagio nella vita di molti bambini, che poco vengono seguiti nelle loro attività relative alla scuola e ricreative.
Spesso vengono affidati ai nonni o ad altri adulti durante la giornata extrascolastica.
In alcuni casi c'è la necessità che le strutture pubbliche si occupino dei momenti extrascolastici con altri servizi: entrata anticipata nei plessi, assistenza durante il tra-sporto alunni (per i bambini delle scuole materne), Centro Ricreativo Permanente, ecc....
IL CIRCOLO DIDATTICO DI CASALPUSTERLENGO
Il Circolo Didattico di Casalpusterlengo comprende:
3 plessi di Scuola Elementare Statale
2 plessi di Scuola Materna Statale
2 plessi di Scuola Materna non Statale
SCUOLE ELEMENTARI STATALI:
Viale Cappuccini, 63 (sede di Direzione Didattica)
Viale Cappuccini, 106 (Tempo Pieno)
Frazione di Zorlesco
SCUOLE MATERNE STATALI:
Piazza Repubblica
Via Buozzi (Ducatona)
SCUOLE MATERNE NON STATALI:
Scuola Materna Parrocchiale - Casalpusterlengo
Scuola Materna Privata - Zorlesco
ULTERIORI INFORMAZIONI
Sul territorio del Comune sono presenti un micronido comunale, un micronidonido privato e una Scuola Media Statale, in cui convergono tutti i bambini del Circolo.
In questi ultimi anni la scuola si è trovata ad affrontare le problematiche poste da mi-noranze di immigrati, svantaggiati linguisticamente, economicamente e socialmente.
RISORSE INTERNE ED ESTERNE ALLA SCUOLA
RISORSE UMANE E PROFESSIONALI
N. 23 Insegnanti di Scuola Materna
N. 51 Insegnanti di Scuola Elementare
N. 3 Insegnanti di lingua inglese (di cui 1 assunta con contratto di prestazione d'opera)
N. 3 Insegnanti di Religione Cattolica
N. 2 Insegnanti di sostegno
N. 6 Personale ATA Segreteria
N. 25 Collaboratori Scolastici
N 60 ore di assistenza educativa "ad personam" per alunni portatori di handicap
N. 1 esperto di educazione motoria
N. 2 Esperti di educazione musicale
N. 1 Insegnante in quiescenza volontario per attività di recupero e/o integrazione
N. 1 Esperto/consulente su progetti migliorativi/integrativi del Piano dell'Offerta Formativa (es. attività teatrale, educazione lettura, educazione museale, educa-zione psicomotoria. integrazione alunni extracomunitari, ecc.) sulla base di ac-cordi di programma e/o convenzioni e contratti
N. 2 Progetti di recupero nei plessi con utilizzo ore straordinario insegnanti
N. 1 Progetto accoglienza del Circolo per alunni stranieri
N. 6 Docenti responsabili FUNZIONE OBIETTIVO
N. 9 Funzioni Aggiuntive PERSONALE ATA.
N 4 FUNZIONI MISTE
N. 1 Bibliotecaria
N 1 Psicopedagogista
In base all'art 28 del C.C.N.L. 26/5/99, per contribuire alla realizzazione del P.O.F si sono individuate le seguenti quattro funzioni (obiettivo) suddivise nelle varie aree, che saranno espletate da insegnanti disponibili e competenti scelti dai Collegi Do-centi.
- coordinamento valutazione delle attività del P.O.F. (autovalutazione ed autoana-lisi d'Istituto)
- cura della documentazione educativa, selezione e promozione delle esperienze documentate più significative
- coordinamento attività extracurricolari e progetti migliorativi, attività di integrazio-ne e recupero,
- coordinamento e gestione delle attività di continuità,
- coordinamento della programmazione e/o realizzazione di progetti di informatica.
In base allo stesso C.C.N.L. le funzioni aggiuntive del personale AIA, dopo la loro determinazione provinciale e locale, costituiranno una risorsa per l'applicazione del P.O.F.
STAFF DI DIREZIONE
Nel quadro della prospettiva dell'autonomia scolastica e della realizzazione del P.O.F. è stato costituito lo
Staff di direzione finalizzato alla realizzazione di una partecipazione e di una Ieader-ship efficace e diffusa,
alla valorizzazione delle risorse umane ed alla massima condivisione del P.O.F. stesso.
Lo Staff ha come finalità il conseguimento dei seguenti obiettivi:
- assistenza al Dirigente Scolastico
- contribuire al lavoro preparatorio in vista di decisioni
- coordinare la pianificazione educativa, didattica e organizzativa.
La sua composizione, aperta e variabile, in base all'o.d.g., ha una componente fissa costituita da:
- Dirigente Scolastico
- Collaboratore vicario
- Direttore Amministrativo
- Collaboratori del D.S.
- Insegnanti F.O.
ed una componente variabile che può comprendere:
- insegnante referenti di plesso
- insegnanti referenti di settori
- incaricati sicurezza
- A.T.A. responsabili di settori
RISORSE MATERIALI
Oltre le consuete risorse materiali e strutturali per l'attività didattica:
N. 5 laboratori multimediali (I per ogni plesso)
N. 11 laboratori per diverse attività (attività espressive, fotografia, psicomotricità, ecc..)
N. 2 biblioteche scolastiche
N. 1 biblioteca magistrale e mediateca (in fase di costruzione)
N. 2 scuolabus comunali a richiesta per uscite didattiche nella zona
N. 1 archivio didattico e multimediale
N 3 palestre (una per ciascun plesso di scuola elementare)
RISORSE FINANZIARIE
- Risorse statali
- Risorse Ente Locale
- Risorse Enti Privati
OPPORTUNITA' FORMATIVE OFFERTE DAL TERRITORIO
Oltre alla collaborazione diretta, con gli insegnanti, di esperti e consulenti, il territorio offre diverse opportunità:
- biblioteca comunale
- mediateca e videoteca provinciali (collocate nella biblioteca comunale)
- collaborazione Musei di Piacenza (Farnese)
- museo parrocchiale di Casalpusterlengo
- musei di Lodi
- associazioni culturali locali
- centri socio-ricreativi locali
- collaborazione WWF ed altre associazioni ambientali locali
- impianti sportivi
- iniziativa cittadina per il Circolo - attività motorie (collab. Ente Locale)
- ecosistema circostante la città (campagna)
- monumenti ed edifici storici della zona
- strutture produttive agricole, artigianali ed industriali locali
- collaborazione con l'archivio storico comunale di Lodi
- iniziative promosse dalla Provincia
INTEGRAZIONE CON IL TERRITORIO
Il Circolo Didattico persegue, tra le sue finalità, quella di un'interazione positiva e propositiva con il territorio, al fine di creare un'integrazione delle rispettive risorse.
ANALISI STUDIO E RIFLESSIONE SUL TERRITORIO
La scuola chiede agli Enti competenti i dati e le informazioni necessarie per poter meglio comprendere l'ambiente in cui si trova ad operare.
Interessano da una parte i dati numerici, per capire fenomeni legati alle caratteristi-che della popolazione, dall'altra informazioni sui problemi e sulle risorse, costituite soprattutto dai gruppi impegnati sui versanti culturale, sociale e ricreativo.
Gli insegnanti si impegnano a considerare il territorio quale risorsa per le attività e-ducativo-didattiche e a sfruttare, nel miglior modo possibile, le potenzialità che esso offre dal punto di vista storico e sociale, come il recupero della memoria storica at-traverso le tradizioni della civiltà contadina.
Anche le uscite didattiche nel territorio comunale, la ricerca e l'analisi di fonti locali rientrano in tale finalità. I modelli di scuola, che il Circolo Didattico offre, tendono a considerare le esigenze delle famiglie per agevolare il compito educativo dei genitori.
ELABORAZIONE Dl UN CONFRONTO CULTURALE SUL MONDO DEI MINORI
Gli insegnanti si propongono come risorsa a disposizione del territorio per lo studio e l'ideazione di interventi educativi e ricreativi utili alla collettività.
Presso la Direzione Didattica è in funzione una biblioteca con una sezione pedago-gica che ci si propone di potenziare negli anni.
Le iniziative per la continuità sono da considerarsi un modo indiretto di approfondire il discorso. Particolare valore va attribuito al corso per genitori che il Circolo Didattico pubblicizza ed incentiva.
SCELTE CULTURALI. FORMATIVE. METODOLOGICHE E ORGANIZZATIVE DELLA SCUOLA
FINALITA' E OBIETTIVI CULTURALI DELLA SCUOLA
FINALITA':- -
¢ sviluppo delle capacità critiche. comunicative e creative
¢ acquisizione delle capacità e degli strumenti di base attraverso percorsi di-sciplinari
¢ avvio alla conoscenza del mondo nella sua complessità
¢ inserimento nel contesto culturale
OBIETTIVI
¢ comunicare, in modo soddisfacente. nelle diverse situazioni
¢ acquisire capacità critica nei confronti dei diversi messaggi
¢ scrivere in modo corretto
¢ produrre testi adeguati alle necessità
¢ comprendere i principali riferimenti culturali nel proprio contesto di vita
¢ investigare fatti più o meno lontani nel tempo e nello spazio
¢ risolvere problemi di vario tipo nei diversi contesti
¢ rilevare dati e ricercare elementi utili per conoscere la realtà o per approfon-dire un contenuto
¢ conoscere e utilizzare tecniche espressive e comunicative in modo creativo
¢ esprimere in modo autonomo, il proprio pensiero
¢ conoscere la propria scuola
¢ conoscere il proprio territorio
¢ saper cogliere il valore dei processi innovativi come fattori di progresso
FINALITA' E OBIETTIVI FORMATIVI DELLA SCUOLA
FINALITA'
¢ sviluppo dell'identità personale
¢ potenziamento della relazionalità
OBIETTIVI:
SOCIO - AFFETTIVI
¢ prendere coscienza di sé, delle proprie capacità, dei propri limiti
¢ conoscere e rispettare il proprio corpo, l'ambiente, le strutture sociali del ter-ritorio mettere le proprie capacità al servizio degli altri
¢ saper chiedere aiuto nei momenti di difficoltà
¢ affrontare i problemi in modo razionale e ipotizzare strategie per risolverli
¢ sapersi relazionare in modo positivo con i pari e con gli altri
¢ saper cogliere, accettare e valorizzato la differenza tra le persone come oc-casione di confronto e opportunità di crescita
¢ aiutare chi è svantaggiato o si trova in uno stato di bisogno
¢ partecipare alla determinazione delle regole di convivenza democratica
¢ rispettare le regole della vita di gruppo
¢ saper rivendicare. in modo costruttivo il diritto a chiedere ragione di compor-tamenti e decisioni percepiti come ingiusti
¢ prendere coscienza dei propri diritti e dei porpri doveri
ORIENTATIVI:
¢ prendere coscienza dei propri processi cognitivi
¢ effettuare scelte in modo autonomo e responsabile
¢ comprendere e accettare le conseguenze del proprio comportamento
¢ saper reagire in modo costruttivo a situazioni di difficoltà
¢ partecipare ad attività di gruppo
¢ saper valutare, secondo criteri dati, il proprio e l'altrui lavoro
¢ saper distribuire il carico di lavoro in base al tempo a disposizione
MODALITA' E STRATEGIE EDUCATIVE E DIDATTICHE UTILIZZATE NELLE ATTIVITA' ORDINARIE DELLA SCUOLA
I Consigli di Interclasse e di Intersezione e i team docenti programmano i contenuti e scelgono gli argomenti delle varie discipline e delle attività interdisciplinari, avendo, come punto di riferimento, i programmi ministeriali.
Questi ultimi saranno attuati, via via, nella loro vastità e complessità, con scelte di qualità: progetti, attività integrative e trasversali, interventi di esperti, utilizzo di risor-se del territorio
STRATEGIE EDUCATIVE
I team docenti del Circolo prendono in esame, ogni anno, la possibilità di realizzare progetti di integrazione e di recupero per piccoli gruppi omogenei di alunni prove-nienti da classi e sezioni diverse, progetti di accoglienza alunni stranieri, progetti su percorsi formativi riguardanti l'educazione alla salute, alla convivenza democratica, ambientale, alla pace, alla mondialità, stradale, ecc..(star bene con sé, con gli altri, con l'ambiente, convivialità delle differenze).
In tali progetti ci si riserva di coinvolgere persone esperte del territorio e risorse offer-te dall'ambiente. I docenti disponibili a lavorare in commissioni e interessati a discor-si riguardanti riflessioni pedagogiche, educative, relazionali, sociali, disciplinari e or-ganizzative, si incontreranno e svilupperanno i contenuti. I risultati di queste rifles-sioni saranno poi presentati ai docenti dell'intero Circolo.
Su tematiche di particolare rilevanza educativa e sociale, ci si propone di coinvolgere le famiglie o comunque i rappresentanti dei genitori.
All'interno del Circolo si prevede di designare insegnanti referenti per i vari aspetti educativi e organizzativi; per argomenti particolarmente impegnativi si designerà un rappresentante per ogni plesso.
STRATEGIE DIDATTICHE
La scuola garantisce la flessibilità delle strategie didattiche e l'utilizzo creativo delle risorse a disposizione
per:
¢ organizzare momenti di recupero didattico, relazionale, psicomotorio
¢ realizzare attività per la piena integrazione e per la realizzazione delle individuali-tà (percorsi didattici individualizzati)
¢ sfruttare opportunità per realizzare lavori di ricerca e di gruppo
¢ offrire esperienze di incontro con strumenti tecnici della comunicazione, audiovi-sivi e multimediali
¢ strutturare attività legate all'educazione all'immagine, musicale, motoria, teatrale
¢ proporre momenti di incontro conviviale all'interno della scuola e con il territorio (feste di classe, di plesso, di fine anno, con i genitori, con alunni di altre scuole)
¢ programmare attività ludiche e pre-sportive coinvolgenti più classi
¢ organizzare uscite didattiche nel proprio territorio, nell'ambito della Provincia, della Regione o in altre Regioni.
SOLUZIONI ORGANIZZATIVE E OPERATIVE PRATICATE NELLA SCUOLA
ORGANIZZAZIONE DIDATTICA - SCUOLA MATERNA
Nel Circolo ci sono due scuole materne statali, "REPUBBLICA" con 6 sezioni e "DU-CATONA" con 5 sezioni, che prevedono lo stesso tipo di organizzazione didattica
¢ attività di sezione su alunni di età eterogenea
¢ attività di intersezione su sottogruppi di alunni di età omogenea
Sia nell'attività di sezione che in quella di intersezione le finalità educative sono:
¢ maturazione dell'identità
¢ conquista dell'autonomia
¢ sviluppo delle competenze
Le suddette finalità vengono raggiunte attraverso i seguenti campi di esperienza e-ducativa contenuti nella "Programmazione di Circolo" secondo gli orientamenti mini-steriali.
¢ il corpo e il movimento
¢ i discorsi e le parole
¢ lo spazio, l'ordine La misura, le cose, il tempo, la natura
¢ messaggi, forme e media
¢ il Sé e l'altro
In entrambe le scuole materne l'insegnamento della religione cattolica viene attuato da insegnanti di religione specialiste.
Le insegnanti programmano, collegialmente, le attività da svolgere nelle sezioni e, nei team, le attività di intersezione.
La programmazione svolta in gruppo è valutata risorsa irrinunciabile, in quanto, nel lavoro in comune, vi è un proficuo scambio di idee, sia per quanto riguarda gli obiet-tivi da perseguire, sia per quanto concerne la valutazione degli alunni.
Pur nella diversità delle proposte e degli itinerari didattici, i momenti di lavoro comu-ne e di scambio tra gli insegnanti delle due scuole assicurano omogenei livelli di qualità del servizio e pari opportunità educative per gli allievi.
ORGANIZZAZIONE DIDATTICA - SCUOLA ELEMENTARE
Il Circolo offre diversi tipi di organizzazione didattica:
¢ classi a modulo in orizzontale (per classi parallele)
¢ classi a modulo in verticale
¢ classi a tempo pieno
Gli insegnanti, pur nel rispetto della diversità di proposte e di itinerari didattici possi-bili nei diversi tipi di scuole, si impegnano a mantenere i collegamenti necessari, all'interno del Circolo, per offrire omogenei livelli di qualità del servizio ed evitare quindi eccessive disparità di opportunità educative per gli allievi.
Gli insegnanti ritengono proficua la possibilità di offrire diversi modelli di organizza-zione didattica:
¢ per agevolare esigenze delle famiglie
¢ per venire incontro alle esigenze educative e relazionali dei diversi bambini
¢ per creare ambiti di diversità e di confronto che possano risultare arricchenti per tutti i docenti
Gli insegnanti valutano positivamente il lavoro in team e reputano che le difficoltà, che nascono dal dover lavorare insieme, possano essere un punto di forza per il rin-novamento del lavoro personale, per l'arricchimento degli stimoli didattici offerti alle classi, per la riflessione pedagogica all'interno del Circolo. Aspetto fondamentale del lavoro di team è il confronto per la valutazione degli alunni.
Gli insegnanti si impegnano a discutere gli aspetti educativi, didattici e relazionali per giungere ad un patto pedagogico condiviso nel team da un lato e tra team e famiglie dall'altro.
CONSULENZA PSICO-PEDAGOGICA
E' prevista la possibilità della consulenza degli Specialisti del Nucleo Operativo Diffi-coltà Scolastiche dell'ASL per singoli casi, situazioni di classe, problemi metodologi-ci.
La richiesta di consulenza per singoli casi dovrà essere condivisa da insegnanti e genitori. E' prevista la possibilità di una consulenza pedagogica presso il Centro Provinciale risorse per alunni stranieri con sede a Lodi.
ORIENTAMENTO
Durante le fasi di apprendimento e/o attraverso specifiche esperienze, si favorirà lo sviluppo delle capacità degli alunni di presa di coscienza del proprio vissuto cogniti-vo e di scelta.
CONTINUITA' DIDATTICA
La Commissione Continuità coordinata dall'insegnante responsabile F.O., ha elabo-rato un progetto didattico di continuità fra le classi ponte dei due ordini di scuola del Circolo, concordando, inoltre, la stesura di prove finali e di ingresso con criteri co-muni di gradualità e valutazione.
Si prospetta l'estensione del progetto alla Scuola Media partendo dall'analisi degli standars minimi della quinta elementare.
VALUTAZIONE DEL PIANO
La valutazione del piano può essere compiuta da tutti i soggetti interessati, fatte sal-ve le indicazioni che scaturiranno dai Decreti Legislativì, sì configura un sistema di valutazione che si fondi sui seguenti criteri:
Localismo : Il piano va valutato "in loco" dai diretti interessati, siano essi destinatari, esecutori od osservatori a vario titolo.
Standars Nazionali: Si auspica il necessario riferimento a standars di valuta-zione a livello nazionale
Circolarità: La valutazione non è a senso unico ma percorre il siste-ma in tutte le direzioni, con una prevalente tendenza a fa-vorire l'autovalutazione (derivante da corretti atteggia-menti auto-osservativi e autocritici)
Centralità del soggetto: da non dimenticare per evitare il rischio della valutazione giudicante e svalutativa.
Relatività: si valuta sempre in relazione a qualcosa che, essendo soggetto a mutamento, può anche dar luogo a modifiche negli stessi fondamenti assunti a criteri di valore.
Si prevedono strategie di autovalutazione della scuola che fanno riferimento al per-corso procedurale dell' "Autoanalisi di Istituto".
Già è stata avviata a livello sperimentale un'attività di "analisi di istituto" secondo il modello GRIDS
MODALITA' Dl VERIFICA E VALUTAZIONE
La verifica degli apprendimenti si realizza attraverso prove strutturate e non struttu-rate in ingresso, in itinere e finali, omogenee tra le classi.
La scheda di valutazione dei risultati conseguiti viene consegnata alle famiglie alla fine di ogni quadrimestre.
STANDARDS MINIMI E RELATIVE VERIFICHE
Sono stati fissati per ogni classe della scuola elementare standars minimi di compe-tenza per l'area linguistica e logico/matematica con relative prove di verifica.
ARCHIVIO DOCIMOLOGICO D'ISTITUTO-MODALITA' DI DOCUMENTAZIONE DATI
Da qualche anno si è avviata la formazione di un archivio docimologico d'istituto do-ve i risultati quadrimestrali delle schede di valutazione vengono tabulati in griglie e rapportati in percentuali
VALUTAZIONE P.O.F.
E' stata realizzata, attraverso questionari rivolti ai docenti ed agli alunni, una iniziale "Autoanalisi d'istituto" riguardo gli aspetti della scuola:
1 )insegnamento/apprendimento
2) personale e organizzazione.
PROSPETTIVE
Si riscontra la necessità di approfondire la ricerca sulle teorie e sugli strumenti di va-lutazione. Ai collegi potrà essere utile il contributo dell'attività di studio, ricerca e co-ordinamento sulla valutazione dell'offerta formativa
OPPORTUNITA' EDUCATIVE E PERCORSI DIDATTICI SCELTI PER MIGLIORA-RE L'OFFERTA FORMATI VA DELLA SCUOLA.
Il Circolo si propone la realizzazione di Progetti:
¢ educazione motoria
¢ educazione musicale
¢ laboratori C.R.E.P.
¢ educazione alla lettura
¢ educazione alla pace
¢ laboratori su "Autobiografie e conoscenze dei processi dell'apprendimento"
¢ di didattica museale
¢ in collaborazione con associazioni ambientali e in collegamento con esperti locali per un coordinamento di esperienze di conoscenza del territorio
¢ educazione alimentare in collaborazione con la Provincia di Lodi- iniziativa "scuo-la in campo"
¢ insegnamento della lingua inglese, in collaborazione con l'Ente Locale o ad Enti privati solo per la scuola materna
¢ per alunni portatori di handicap
¢ accoglienza extracomunitari
¢ avvio alla multimedialità
¢ educazione teatrale
¢ avvio uso videoscrittura
¢ educazione stradale
¢ recupero/alfabetizzazione
¢ educazione alla multietnicità
¢ educazione alternativa all'insegnamento Religione Cattolica
¢ educazione didattica della storia in collaborazione con l'Archivio Storico Lodigia-no
¢ educazione alla salute in collaborazione con il Centro Tumori di Milano
¢ attività ludiche e sportive in collaborazione con Enti Locali (dama-scacchi, tennis, baseball, ginnastica formativa)
¢ laboratori scientifici in collaborazione con privati
Si prevede, prima dell'inizio dell'anno scolastico ed eccezionalmente prima della fine del mese di ottobre dell'anno scolastico la scelta ponderata annuale e/o pluriennale dei progetti più consoni ad essere integrati nel P.O.F. in base alle risorse finanziarie del Circolo.
CONTRATTO FORMATIVO
Il Contratto Formativo è un documento mediante il quale si stabilisce un patto educativo tra i docenti ed i genitori degli alunni, patto che entrambe le parti si impegnano a conoscere e rispettare.
IL COLLEGIO DOCENTI INTENDE COMUNICARE CHIARAMENTE CIO' CHE LA SCUOLA OFFRE:
¢ Attenzione alle caratteristiche personali di ciascun alunno nella sua dimensione individuale, relazionale e sociale (insicurezza, mancanza di motivazioni, difficoltà relazionale, aggressività)
¢ Interventi preferenziali per le situazioni ed i casi "più deboli", pur nel rispetto delle esigenze educative e didattiche di tutta la sezione o la classe ed in un contesto che non può mai fare a meno dell'impegno e dello sforzo da parte di tutti, bam-bini compresi, ciascuno in rapporto alle proprie potenzialità
¢ Trasparenza nella programmazione annuale e periodica, messa a disposizione dei genitori interessati e presentata nella prima assemblea di classe
¢ Vigilanza sugli alunni: a partire da cinque minuti prima dell'inizio delle lezioni fino al termine delle lezioni stesse, compreso il tempo strettamente necessario per l'abbandono dei locali scolastici e per l'accompagnamento degli alunni al cancel-lo d'uscita. Ferma restando la diretta responsabilità dei docenti quando gli alunni sono loro affidati, la vigilanza è assicurata anche dalla presenza di collaboratori scolastici. Per quanto compatibili le seguenti norme valgono anche per la scuola materna salvo l'accompagnamento degli alunni al cancello dal momento che gli stessi vengono ritirati da un adulto o da un familiare direttamente a scuola
¢ Valutazione formativa (valutare per educare) nei suoi vari aspetti:
oggettivi e comparativi (perché il genitore conosca con la maggior oggettività possibile quali sono le competenze e i risultati ottenuti dal proprio figlio, anche in relazione a livelli standard e/o comparati)
personali e personalizzati (perché i dati oggettivi e comparativi non siano inte-si come valori assoluti, ma vengano interpretati alla luce delle potenzialità, dell'impegno e della situazione specifica del singolo alunno)
promozionali (perché all'alunno giungano anche attraverso la valutazione se-gnali di gratificazione, di positivo stimolo, di incoraggiamento)
regolativi e autoregolativi (perché la scuola, gli alunni e le famiglie abbiano e-lementi per "regolarsi" secondo le specifiche competenze, nell'impegno teso al miglioramento di eventuali situazioni deboli o critiche)
I GENITORI SI IMPEGNANO A
¢ conoscere e rispettare le clausole del Contratto Formativo,
¢ partecipare alle assemblee di classe e ai colloqui individuali;
¢ collaborare con i docenti per favorire:
l'impegno e lo sforzo personale dell'alunno in tutti i momenti della vita scola-stica,
il rispetto dei compagni e degli adulti presenti a scuola,
la cura e il rispetto delle cose proprie ed altrui, dei locali e degli ambienti sco-lastici,
un impegno scolastico continuo anche a casa
¢ controllare le comunicazioni inviate dalla scuola e firmarle per presa visione:
¢ giustificare per iscritto i ritardi, i mancati rientri pomeridiani e le assenze anche di un solo giorno;
¢ controllare ciò che l'alunno porta a scuola perché:
abbia il materiale scolastico richiesto;
non porti oggetti pericolosi per sé e per gli altri;
non porti oggetti di valore di cui la scuola non risponde per eventuali smarri-menti o furti
¢ rispettare gli orari: gli alunni sono tenuti al puntuale rispetto degli orari di norma comunicati all'inizio dell'anno scolastico salvo temporanee variazioni segnalate volta per volta. Quando il ritardo non è giustificato con nota scritta o di persona dai genitori, i docenti ne informano la Direzione Didattica.
Dopo ripetuti ritardi ingiustificati (o con giustificazione ritenuta dai docenti inaccet-tabile) la Direzione convoca i genitori.
Il richiamo alla puntualità deve riferirsi anche all'arrivo a scuola.
Vanno dunque evitati arrivi e/o rientri anticipati rispetto agli orari fissati, salvo specifiche autorizzazioni che devono contestualmente prevedere la gestione del-la vigilanza.
Gli alunni possono lasciare la scuola prima del termine delle lezioni solo per gra-ve e giustificato motivo segnalato all'insegnante personalmente o per iscritto dai genitori che devono in ogni caso provvedere a ritirare o a far ritirare da un incari-cato il minore.
L'incaricato, delegato dal genitore, deve avere l'età minima di quindici anni, di-mostrabile attraverso il documento di identità.
Nel rispetto dei ruoli i docenti e i genitori si impegnano ad affrontare nella scuola stessa ogni problema, dubbio, perplessità, lamentela, richiesta e proposta connessi al Contratto Formativo.
PIANO DI AGGIORNAMENTO DEL CIRCOLO
Iniziative di formazione nell'ambito della sperimentazione del P.O.F.
Si prevede una programmazione dell'Aggiornamento, finalizzata a migliorare la qua-lità professionale del personale per realizzare il P.O.F. e le esigenze connesse al re-gime dell'autonomia scolastica.
Tale Programmazione sarà puntualizzata dallo Staff di Direzione su proposte dal Collegio Docenti e coordinata dall'insegnante FO. dell'Area 2 dopo che saranno de-finiti articolazione e flnanziamenti del Piano Provinciale dell'Aggiornamento, onde poter considerare meglio le risorse.
In base ai bisogni del Circolo, si individueranno e programmeranno le iniziative di formazione a livello di Circolo e/o di rete con altre istituzione scolastiche.
Si indicano eventuali tematiche: alfabetizzazione informatica - la relazione come ri-sorsa professionale.
COMUNICAZIONI CON I GENITORI
INCONTRI INDIVIDUALI GENITORI/INSEGNANTI
Ogni team docente incontra i genitori di ogni singolo alunno alla fine di ogni bimestre secondo un calendario che il collegio dei docenti stabilisce nell'ambito delle attività connesse all'insegnamento e che viene tempestivamente comunicato alle famiglie.
E' prevista la possibilità , a richiesta dei docenti e/o delle famiglie degli alunni, di sta-bilire ulteriori appuntamenti con le insegnanti (individualmente o in team) ad integra-zione degli incontri precedentemente definiti.
ASSEMBLEE DEI GENITORI
Le assemblee dei genitori vengono convocate almeno cinque giorni prima, si svol-gono all'interno dell'edificio scolastico, in orario post-scolastico; tali assemblee sono fissate almeno tre volte all'anno ed in altre occasioni stabilite dagli Organi Collegiali.
I rappresentanti di classe provvederanno alla produzione/pubblicizzazione degli atti dell'assemblea.
Si possono prevedere altre eventuali assemblee indette dai rappresentanti per la so-la componente dei genitori.
APERTURA UFFICI DI SEGRETERIA E DI DIREZIONE
La Segreteria della Scuola è aperta al pubblico con i seguenti orari:
dal lunedì al venerdì - dalle ore 10,00 alle ore 12,00
dal lunedì al venerdì - dalle ore 15,00 alle ore 16,00.
E' possibile chiedere appuntamento con il Dirigente Scolastico attraverso la Segrete-ria, anche telefonicamente.
INFORMAZIONE ALL'UTENZA SUL P:O.F.
Redazione entro il 15/10.
Pubblicazione mediante copia nei Plessi entro il 31/10
Copia depositata presso la Direzione Didattica e Plessi scolastici.
Duplicazione presso la Segreteria al costo di 0,10 al foglio
E' prevista una sintesi da distribuire a tutti i Genitori.
ULTERIORI INFORMAZIONI
Si rimanda ai vari punti della Carta dei Servizi del Circolo Didattico per quanto ri-guarda:
¢ Principi fondamentali della Carta dei Servizi
¢ Programmazione educativo-didattica (allegato)
¢ Orari di funzionamento
¢ Servizi per ali alunni (traspoito. mensa ecc.)
¢ Condizioni ambientali della scuola e fattori di qualità dei plessi
¢ Servizi amministrativi
¢ Procedura di reclami e valutazione del servizio
¢ Regolamento del Consiglio di Circolo
¢ Governo della Scuola.
7.6.2 ATTIVITA' EDUCATIVO-DIDATTICHE
Le attività devono seguire le linee dei programmi che prescrivono, sul piano naziona-le, quali debbano essere i contenuti formativi e le abilità fondamentali da conseguire (Programmi Scuola Elementare 1985; Orientamenti Scuola Materna 1990) e da quanto previsto nel P.O.F
Le attività scaturiscono dalla programmazione annuale effettuata dai Docenti. che si basa sulle capacità e sulle esigenze di apprendimento degli alunni.
Le attività sono viste come le modalità concrete, i percorsi e le procedure più idonei per lo svolgimento dell' insegnamento.
Le attività vengono organizzate curando le metodologie di realizzazione, le tecniche, gli strumenti e le apparecchiature necessarie.
FORMAZIONE DELLE CLASSI ELEMENTARI E DELLE SEZIONI DI SCUOLA MA-TERNA
I criteri per la formazione delle classi elementari e delle sezioni di scuola materna sono stabiliti dal Consiglio di Circolo su proposta del Collegio Docenti.
Tali criteri si ispireranno ai principi della eterogeneità interna ad ogni classe e alla omogeneità tra le varie classi.
CRITERI INDICATI DAL COLLEGIO DOCENTI SCUOLA ELEMENTARE AL DI-RETTORE
PER L'ASSEGNAZIONE DEGLI INSEGNANTI ALLE CLASSI ED ALLE ATTTVITA'
Si assegnano le classi ed i plessi in modo da soddisfare prioritariamente le esigenze degli insegnanti, in relazione all'ottimale funzionamento pedagogico-didattico ed or-ganizzativo, così ordinate:
1) possibilità di continuare ad operare in team da parte dei docenti che lo richiedono congiuntamente e che già lo hanno fatto.
a) in anni immediatamente precedenti
b) in anni non immediatamente precedenti
2) possibilità , a richiesta degli interessati, di formare nuovi teams.
Gli interessati, oltre a chiedere congiuntamente di lavorare in teatri, indicano la clas-se desiderata. In base alle priorità di cui sopra e per quanto possibile si asseconda-no le richieste, con precedenza per i teams che assommano la maggiore anzianità di servizio dei docenti che li costituiscono. Fatti salvi questi primi criteri si assegnano le classi, per quanto possibile, in relazione alle preferenze espresse dai singoli docenti, con precedenza determinata dall'anzianità di servizio.
Si considerano "assegnabili" le classi dei vari plessi del Circolo quando.
1. sono di nuova formazione
2. sono prive di uno o più titolari in quanto:
a. collocato/i a riposo
b. trasferito/i o assegnato/i altrove
c. eccezionalmente da assegnare ad altra classe disponibile, anche senza aver terminato il ciclo.
Ai singoli docenti è consentito chiedere, in via del tutto eccezionale di essere asse-gnati ad altra classe disponibile, pur senza aver terminato il ciclo, nei seguenti casi:
¢ cambio di plesso
¢ gravi e documentati motivi tali da compromettere una serena e positiva gestio-ne educativa e didattica della classe
¢ modifica della struttura organizzativa della classe (per es. passaggio dal mo-dulo 4 su 3 al modulo 3 su 2 ecc...) o disgregazione della stessa (per es: sdoppiamento. accorpamento. ecc....)
In caso di accorpamento di classi e/o di altre situazioni comportanti la necessità di un minor numero di titolari rispetto a quelli in servizio si assecondano prioritariamen-te le richieste di coloro che richiedono di aver assegnata un'altra classe (secondo i criteri precedenti), in assenza di tali richieste si riassegna la classe in base all'anzianità di servizio degli interessati.
Le operazioni di assegnazione dei docenti già titolari del Circolo precedono quelle dei docenti che entrino a far parte per la prima volta dell'Organico funzionale del Cir-colo stesso, nel caso in cui gli Insegnanti abbiano terminato il ciclo.
L'assegnazione dei docenti in servizio in un plesso su posti resisi disponibili in quel plesso precede l'assegnazione degli altri docenti del Circolo.
In casi di concorrenza, in assenza di specifiche ragioni progettuali, le assegnazioni saranno disposte sulla base della graduatoria di Circolo formulata tenendo conto del-la tabella citata al comma 5 art.21 del CC.DN sulla mobilità.
L'assegnazione delle classi viene in ogni caso effettuata, in base alle vigenti disposi-zioni, dal Dirigente Scolastico nel rispetto dei criteri generali indicati ovvero motivan-done il mancato rispetto. (Per ciclo é prioritariamente da intendere l'intero ciclo ele-mentare e solo in seconda istanza il 1° e 2° ciclo rispettivamente costituiti dalle classi prime e seconde nonché terze, quarte e quinte.
PIANO ANNUALE DELLE ATTIVITA'
I Collegi Docenti di Scuola Materna e dì Scuola Elementare hanno elaborato, negli anni, le programmazioni educativo-didattiche di Circolo.
Tali programmazioni vengono rilette, in modo critico, ogni anno, durante le riunioni degli insegnanti, sia a livello di Interclasse e Intersezione di Circolo che a livello di team.
Vengono così raccolte osservazioni e proposte di modifica e di adattamento alle nuove indicazioni ministeriali, ai mutamenti sociali, alle nuove esigenze degli utenti e del contesto socio-culturale.
Nel caso in cui, più che di modifiche, si tratti di dover rielaborare l'intera programma-zione o parti di essa, si formeranno commissioni di docenti incaricati di svolgere il la-voro e di presentano al Collegio per l'approvazione finale.
Le insegnanti di Scuola Materna presentano, ogni anno in Direzione, il piano annua-le delle attività, elaborato collegialmente nell'ambito dei due plessi.
A livello di Scuola Elementare la programmazione viene concretizzata, in attività di-dattiche, negli incontri di team esteso, per classi parallele di Circolo, e nelle riunioni settimanali del gruppo docenti di ogni classe.
Le programmazioni di classe sono sottoposte a verifiche costanti e possono essere modificate, integrate o semplificate, previo accordo tra i docenti e comunicazione, al Dirigente Scolastico e alle famiglie, attraverso i documenti previsti (registro, agenda di classe, giornale dell'insegnante) e le riunioni programmate.
SCELTE CULTURALI
I Consigli di Interclasse e i team docenti programmano i contenuti e scelgono gli ar-gomenti delle varie discipline e delle attività interdisciplinari, avendo, come punto di riferimento, i Programmi Ministeriali. ed il P.O.F. Saranno effettuate scelte di qualità: progetti, attività integrative e trasversali, interventi di esperti, utilizzo di risorse del territorio.
STRATEGIE EDUCATIVE (vedi P.O.F.)
STRATEGIE DIDATTICHE (vedi P.O.F.)
ATTIVITA' ALTERNATIVE ALL' INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE CATTOLICA
Per gli alunni che scelgono di non avvalersi dell'insegnamento della Religione Catto-lica si prevedono attività alternative o di recupero, secondo quanto previsto dalla normativa.
Se ciò non fosse possibile per problemi di organizzazione modulare, gli alunni sa-ranno ospitati in un'altra classe scelta in base all'età dei bambini e al tipo di attività proposta.
PROGETTI ED ATTIVITA'
PROGETTI DI ARRICCHIMENTO DELL'ATTIVITA' DIDATTICA
Con la programmazione dei progetti la scuola vuole arricchire l'offerta educativa, cul-turale e didattica. Si prevedono progetti ed attività in diversi ambiti (vedi P.O.F.)
Si prevede la collaborazione di esperti e la possibilità di flnanziamenti pubblici (Enti Locali. Ministero) e/o privati
PROGETTI DI PERCORSI DIDATTICI INDIVIDUALIZZATI
Sono previsti momenti per lo sviluppo di percorsi didattici individualizzati
CONCORSI
La partecipazione ai concorsi è libera e decisa dagli insegnanti e dagli alunni.
MOMENTI DI FESTA
Rientrano nella programmazione e sono riferiti ai momenti più salienti dell'anno sco-lastico (Natale, fine anno scolastico, ecc...)
ALTRE INIZIATIVE
Allestimento di mostre, iniziative di solidarietà, proposte di spettacoli, ecc..
USCITE DIDATTICHE
Sono finalizzate a sviluppare ed arricchire l'attività didattica.
Sono decise ed organizzate in base alla normativa ed al regolamento vigenti.
Si consente in tale voce anche la partecipazione a spettacoli teatrali o cinematogra-fici.
PROGETTI PER ALUNNI PORTATORI DI HANDICAP
Viene preparato un piano di lavoro individualizzato.
Sulla programmazione differenziata collaborano gli insegnanti di classe e l'insegnante di sostegno: essi lavorano tenendo conto delle indicazioni degli specia-listi dell'A.S.L. e privati.
L'Ente Comunale fornisce gli assistenti ad personam per i bambini in condizione di non completa autosufficienza.
Gli insegnanti si impegnano a valorizzare tali persone per fare in modo che la loro presenza influisca positivamente sul vissuto scolastico del bambino.
PER GLI ALUNNI STRANIERI
Si prevede un impegno degli insegnanti per la massima e celere integrazione nella comunità scolastica. In particolare si ricercherà l'arricchimento delle loro possibilità espressivo-linguistiche, nell'ottica del pieno successo formativo e la valorizzazione, nei curricoli e nelle attività dei plessi, delle diverse esperienze e culture.
UTILIZZO ORE DI COMPRESENZA
Nel Circolo esistono anche situazioni di alunni con difficoltà di apprendimento: per costoro vengono attuate attività di recupero.
Per gli alunni che raggiungono in anticipo gli obiettivi preflssati, si prevedono attività di potenziamento e di sviluppo in base alle particolari situazioni personali.
Durante le ore di compresenza si prevedono inoltre attività per gruppi a classi aperte per la ricerca, per momenti di laboratorio, per pratiche creative e ricreative, ludiche e sportive.
PROGETTO CONTINTUITA' EDUCATIVA PER FAVORIRE IL PASSAGGIO DEGLI ALUNNI DA UN ORDINE DI SCUOLA ALL'ALTRO.
La continuità nasce dall'esigenza primaria di garantire il diritto dell'alunno ad un per-corso formativo organico e completo, che miri a promuovere uno sviluppo articolato e multidimensionale del soggetto che costruisce la sua identità.
Una corretta azione educativa richiede un progetto educativo continuo.
CONTINUITA' VERTICALE (vedi P.O.F.)
CONTINUITA' ORIZZONTALE
Sono previste forme di collaborazione con l'Amministrazione Comunale, che preve-dono anche iniziative rivolte alla cittadinanza e con la biblioteca.
Si collabora con varie Associazioni e/o Enti per integrare l'attività scolastica ed attin-gere dall'esperienza di chi lavora, a vari livelli, sul territorio.
Sono previsti interventi di esperti nella scuola ed uscite didattiche.
I plessi, in determinate occasioni possono presentare i risultati delle loro attività at-traverso mostre, incontri, spettacoli, alla comunità territoriale
PREVISIONE DI PROGETTI GENITORI mediante i quali si offrono momenti di in-formazione e formazione sui temi rilevanti a livello educativo, relazionale, affettivo.
I GENITORI SARANNO INFORMATI SULLE PROGRAMMAZIONI EDUCATIVA E DIDATTICA, DURANTE GLI INCONTRI CON I DOCENTI.
LA PROGRAMMAZIONE E I PROGETTI, DEPOSITATI IN DIREZIONE, SARANNO A DISPOSIZIONE DEI GENITORI, CHE POTRANNO ESAMINARE IL MATERIALE, PREVIA RICHIESTA AL DIRIGENTE SCOLASTICO, E POTRANNO AVERNE UNA COPIA VERSANDO LA QUOTA STABILITA DALLA SEGRETERIA COME RIM-BORSO SPESE.
QUADRO ORARIO DEI MINIMI E DEI MASSIMI SETTIMANALI
DISCIPLINA MINIMI MASSIMI
1° Ciclo 2° Ciclo
LINGUA ITALIANA 4 7 6
MATEMATICA 3 6 6
SCIENZE 2 2 2
STORIA-GEOGRAFIA 3 4 5
STUDI SOCIALI 2 2 2
EDUCAZIONE ALL'IMMAGINE 2 2 2
EDUCAZIONE SUONO E MUSICA 2 2 2
EDUCAZIONE MOTORIA 2 2 2
RELIGIONE 2 2 2
LINGUA STRANIERA 2 2 2
Il Collegio Docenti ha deliberato i massimali della quota oraria settimanale di ogni di-sciplina, mentre i minimi sono stabiliti a livello ministeriale.
I team docenti possono, in sintonia con la normativa, aumentare o diminuire le ore settimanali delle varie Discipline, rispettando il monte ore annuale.
VERIFICA E VALUTAZIONE
La verifica degli apprendimenti si realizza attraverso prove strutturate e non struttu-rate in ingresso, in itinere e finali, il più possibile omogenee tra le classi.
La valutazione del processo formativo mira a far conoscere:
¢ all'alunno stesso e alle famiglie, la posizione del bambino nei confronti degli obiettivi prefissati;
¢ al team docente e al Consiglio di lnterclasse, l'efficacia delle strategie adottate per adeguare la didattica e renderla più idonea.
L'UTENZA HA DIRITTO A CHIEDERE SPIEGAZIONI E CHIARIMENTI CIRCA I CRITERI DI VALUTAZIONE.
GLI STANDARDS MINIMI (vedi .P.O.F.)
STRUMENTI E TEMPI DI VALUTAZIONE
La scheda di valutazione dei risultati conseguiti viene consegnata alle famiglie alla fine di ogni quadrimestre. Gli insegnanti elementari incontreranno i genitori alla fine del primo e del terzo bimestre.
In questa sede i genitori saranno informati sulle valutazioni intermedie e sui risultati delle verifiche, oltre che sull' andamento comportamentale e socio-relazionale dei fi-gli.
Si. ritiene comunque importante una valutazione formativa, intesa come valutazione continua in itinere. finalizzata ad un immediato adeguamento delle attività di inse-gnamento programmate in rapporto a ciascun alunno.
ORARIO SCOLASTICO DEGLI ALUNNI
Moduli 29 ore settimanali + 4 ore per la mensa per chi ne usufruisce
dal lunedì al venerdì dalle 8.10 alle 12.40
lunedì martedì e giovedì dalle 14.00 alle 16.10
Tempo Pieno 40 ore settimanali
dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 16.30
Scuola 40 ore settiamanli
dell'Infanzia dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 16.00
ORARI DEGLI INSEGNANTI
Scuola elementare 22 ore di insegnamento settimanali +2 ore di program-mazione
Scuola dell'infanzia 25 ore di insegnamento settimanali
ORARI DEL PERSONALE AMMINISTRATIVO E DEI COLLABORATORI SCOLASTICI
Il personale amministrativo effettua 36 ore settimanali che possono essere varia-mente distribuite nel corso dell'anno, con straordinari e recuperi. secondo necessità.
Nei periodi di lezione la segreteria rimane aperta fino a mezz'ora dopo il termine del-la scuola.
Negli altri giorni fino alle ore 14.00
Nel periodo luglio-agosto il servizio è attivo da lunedì a venerdì
Nell'ottica del miglior servizio, la Direzione Didattica formula l'orario del suddetto personale. .organizzando turni nei vari plessi . Tali orari vengono stabiliti in base alle esigenze del PO.F. ed in base a quanto previsto dal CCNL e dalla contrattazione in-tegrativa e decentrata.
SERVIZI PER GLI ALUNNI
- SERVIZIO DI PRE-SCUOLA tutti i giorni, per le scuole elementari, per gli alunni autorizzati, in base agli orari concordati con l'Ente Locale
- SERVIZIO TRASPORTO tramite scuolabus fornito dall'Ente Comunale per la Scuola Materna e la Scuola Elementare
- SERVIZIO MENSA: da lunedì a venerdì per le Scuole Materne e per il Tempo Pieno lunedì martedì e giovedì per le Scuole a modulo
La scuola garantisce l'assistenza degli alunni durante il pranzo e l'intervallo pomeri-diano.
- ATTIVITA' Dl SOSTEGNO E DI INTEGRAZIONE per gli alunni disabili e in difficol-tà sul piano degli apprendimenti cognitivi e non cognitivi
PLESSI E LORO DOTAZIONE
- AULE - LABORATORIO alcuni laboratori sono attivati da tempo e attrezzati con strumenti vari, altri sono in fase di allestimento e sarà compito dei docenti dei va-ri plessi occuparsi della loro attivazione.
Per l'allestimento dei laboratori, verranno coinvolti l'Ente Locale, i gruppi territo-riali, le famiglie.
- Tutti i plessi hanno spazi aperti o cortili da utilizzare nei momenti di intervallo e per le attività motorie
- I docenti del Circolo si impegnano a mettere in comune spazi e attrezzature, af-finché i bambini dei vari plessi possano usufruirne e avere pari opportunità for-mative.
- Il Circolo dispone di dotazioni librarie, sussidi didattici e materiale vario per l'approfondimento delle diverse discipline.
- I plessi dispongono anche di materiali propri custoditi dai docenti responsabili.
PULIZIA DEI PLESSI
Il personale ausiliario provvede al riordino dei plessi al termine delle lezioni ed alle pulizie essenziali dei servizi e degli spazi comuni dopo gli intervalli.
Eventuali lamentele da parte degli insegnanti e degli utenti saranno verificate e se-gnalate alla Direzione Didattica.
UTILIZZO EXTRA - SCOLASTICO DEI PLESSI
I plessi possono essere utilizzati, per esigenze della comunità locale, previa autoriz-zazione degli Organi Scolastici e Comunali competenti, valutate le prioritarie esigen-ze della scuola nei limiti del rispetto delle procedure burocratiche e degli accordi de-finiti, la scuola deve diventare centro di aggregazione e di incontro per lo sviluppo delle potenzialità di partecipazione democratica, culturale, sociale e civica del territo-rio.
RENDIMENTO OTTENUTO DAGLI ALUNNI DELLE CLASSI ELEMENTARI DEL CIRCOLO
Il rendimento viene evidenziato attraverso percentuali.
Si calcola la media aritmetica delle percentuali dei risultati sufficienti e non sufficienti in ogni classe relativamente ad ogni disciplina.
PROBLEMI EVIDENZIATI NELL'INDAGINE SUGLI ALUNNI DELLE CLASSI
Si cercherà di considerare i problemi degli alunni in collaborazione con altri eventuali operatori ed i genitori a livello di:
- apprendimento
- integrazione
- famiglia
- comportamento
- disfunzioni fisiche
7.6.3 PROGRAMMAZIONE EDUCATIVA E DIDATTICA
E' allegata alla presente Carta
INFORMAZIONE ALL'UTENZA SULLA PROGRAMMAZIONE
Redazione entro il 15/10
Pubblicazione mediante copie nei plessi entro il 31I/10
Copia depositata presso Direzione Didattica e Plessi Scolastici Duplicazione presso la Segreteria al costo di 0,10 al foglio.
PARTE II
8 SERVIZI AMMINISTRATIVI
8. 1 Si individuano i seguenti fattori di qualità dei servizi amministrativi
- Celerità delle procedure
- Trasparenza
- lnformatizzazione dei servizi di segreteria
- Tempi di attesa agli sportelli
- Flessibilità degli orari degli uffici a contatto con il pubblico
8 . 2 Ai fini di un miglior servizio per l'utenza, si può derogare dagli standars fissati
Standars specifici delle procedure
8 . 3 La distribuzione dei moduli di iscrizione è effettuata "a vista" nei giorni previsti, in orario potenziato e pubblicizzato in modo efficace.
8 . 4 La segreteria garantisce lo svolgimento della procedura di iscrizione alle classi in un massimo di 10 minuti dalla consegna delle domande.
8. 5 Il rilascio di certificati è effettuato nel normale orario di apertura della segrete-ria al pubblico, entro il tempo massimo di tre giorni lavorativi per quelli di iscri-zione e frequenza e di cinque giorni per quelli con votazioni e/o giudizi
8 . 6 Gli attestati di licenza e di ammissione alla classe successiva sono consegnati "a vista" a partire dal terzo giorno lavorativo successivo alla pubblicazione dei risultati finali
8 . 7 I documenti di valutazione degli alunni sono consegnati dai docenti entro cin-que giorni dal termine delle attività didattiche
8. 8 Gli uffici di segreteria - compatibilmente con la dotazione organica di persona-le amministrativo - garantiscono un orario di apertura al pubblico di mattina e di pomeriggio, funzionale alle esigenze degli utenti e del territorio (vedi orari nel P.O.F.)
Il Consiglio di Circolo delibera in merito sulla base delle indicazioni degli utenti e dei loro rappresentanti.
L'ufficio di Direzione riceve il pubblico su appuntamento.
8 . 9 La scuola assicura all'utente la tempestività del contatto telefonico, stabilendo al proprio interno modalità di risposta che comprendano il nome dell'istituto, il nome e la qualifica di chi risponde, la persona o l'ufficio in grado di fornire le informazioni richieste.
Per l'informazione vengono seguiti i seguenti criteri
8. 10 Ciascun istituto deve assicurare spazi ben visibili adibiti all'informazione in particolare sono predisposti:
- tabella dell'orario di lavoro dei dipendenti (orario, funzioni dei personale am-ministrativo, ausiliario, A.T.A.);
- organigramma degli uffici (presidenza e servizi)
- organigramma degli Organi Collegiali
- organico del personale docente e ATA
- albi di istituto
Sono inoltre resi disponibili appositi spazi per
- bacheca dei genitori
bacheca sindacale
8. 11 Presso gli uffici devono essere presenti e riconoscibili operatori scolastici in grado di fornire all'utenza le prime informazioni per la fruizione del servizio.
8. 12 Gli operatori scolastici devono essere identificati, per l'intero orario di lavoro, attraverso l'esposizione del proprio nominativo e della propria qualifica.
8. 13 Il regolamento di istituto deve avere adeguata pubblicità mediante affissione.
PARTE III
9 - CONDIZIONI AMBIENTALI DELLA SCUOLA
9. 1 L'ambiente scolastico deve essere pulito, accogliente, sicuro. Il personale au-siliario è impegnato a garantire la costante igiene dei locali e dei servizi. La Direzione Didattica ha chiesto e continuerà a richiedere alle Amministrazioni Comunali la garanzia ed adeguati interventi affinché i plessi e tutti gli spazi connessi rispettino le norme vigenti a salvaguardia della sicurezza e della sa-lute degli alunni e del personale. E' agli atti presso la Direzione tutta la docu-mentazione relativa a quanto sopra.
PARTE IV
10 PROCEDURA DEI RECLAMl
I reclami possono essere espressi in forma orale, scritta, telefonica, via fax o posta elettronica e devono contenere generalità, indirizzo e reperibilità del proponente.
I reclami orali e telefonici debbono, successivamente essere sottoscritti.
I reclami anonimi non sono presi in considerazione.
Il Capo di Istituto dopo aver esperito ogni possibile indagine in merito, rispon-de, sempre in forma scritta con celerità e, comunque, non oltre quindici giorni, attivandosi per rimuovere le cause che hanno provocato il reclamo.
Qualora il reclamo non sia di competenza del Capo di Istituto, al reclamante sono fornite indicazioni circa il corretto destinatario.
Annualmente, il Capo di Istituto formula per il Consiglio una relazione analitica dei reclami e dei Successivi provvedimenti.
Tale relazione è inserita nella relazione generale del Consiglio sull'anno sco-lastico.
PARTE V
11 REGOLAMENTO DEL CIRCOLO DIDATTICO DI CASALPUSTERLENGO
Il Regolamento prevede anche la ripresa e lo sviluppo di alcuni punti precedenti della presente Carta
TITOLO I FUNZIONAMENTO DEGLI ORGANI COLLEGIALI
DISPOSIZIONI GENERALI
Art. 1 - CONVOCAZIONI
La convocazione dell'Organo Collegiale deve essere disposta con un preavviso di massima non inferiore a 5 giorni rispetto alla data delle riunioni.
La convocazione deve essere effettuata con lettera diretta ai singoli componenti dell'Organo Collegiale nonché affissione all'albo della Direzione Didattica.
In particolare la convocazione del Collegio dei Docenti e del Consiglio di Interclasse e Intersezione (tecnico e completo) avviene tramite circolare interna.
Lettera e avviso di convocazione devono indicare gli argomenti da trattare nella se-duta dell'Organo Collegiale.
In via straordinaria gli Organi Collegiali possono essere convocati entro 48 ore.
Di ogni seduta dell'Organo Collegiale viene redatto processo verbale, firmato da Presidente e Segretario, steso su apposito registro a pagine numerate.
Le riunioni degli Organi Collegiali si svolgono, di norma, in orario non di lezione; le sedute sono valide se viene assicurata la presenza della metà più uno dei compo-nenti l'Organo stesso.
Le delibere sono adottate a maggioranza dei voti validamente espressi, salvo dispo-sizioni speciali; in caso di parità prevale il voto del Presidente.
Art. 2 - COORDINAMENTO DEGLI ORGANI COLLEGIALI
Ciascun Organo Collegiale programma la propria attività nel tempo ed opera in co-ordinazione con gli altri Organi nel rispetto delle differenti funzioni, in particolare con quelli cui competono, pur con diversa rilevanza, attribuzioni analoghe. Tale coordi-namento viene assicurato dal Dirigente Scolastico.
Art. 3 - SVOLGIMENTO DELLE RIUNIONI
Lo svolgimento delle assemblee prevede, all'inizio di ogni riunione degli Organi Col-legiali, l'approvazione dei verbale della riunione precedente
Prima della trattazione degli argomenti posti all'ordine del giorno è consentito ad o-gni componente formulare interrogazioni, mozioni, interpellanze; qualora detti inter-venti comportino cancellazioni ed integrazioni all'ordine del giorno, il Presidente po-ne in votazione le singole richieste fatta salva la presenza di tutti i componenti.
Nell'esaminare gli argomenti all'O.d.G. viene rispettata la seguente prassi:
- illustrazione dell'argomento
- discussione
- formulazione di proposte e pareri
- votazione e conseguente formulazione delle deliberazioni
La votazione avviene di regola per alzata di mano; è segreta solo se trattasi di que-stioni relative a persone. Nel corso della seduta i singoli componenti hanno facoltà di avanzare proposte per il successivo O.d.G.
REGOLAMENTO del CONSIGLIO di CIRCOLO
ART. 1
La prima convocazione dei Consiglio di Circolo, immediatamente successiva alla nomina dei componenti da parte del Provveditore agli Studi, è disposta dal Dirigente Scolastico.
ART. 2
Nella prima convocazione il Consiglio di Circolo elegge il Presidente, il Vice Presi-dente, l'insegnante e i Genitori che fanno parte della Giunta Esecutiva.
Il Presidente è eletto a maggioranza assoluta dei suoi componenti tra i rappresen-tanti dei genitori degli alunni.
Qualora non si raggiunga detta maggioranza nella prima votazione, il Presidente è eletto a maggioranza relativa dei votanti.
L'elezione ha luogo a scrutinio segreto. A parità di voti la votazione deve ripetersi fi-no al raggiungimento della maggioranza di voti in favore di uno degli eligendi. Le funzioni di segretario dei Consiglio di Circolo vengono conferite dal Presidente ad un membro del Consiglio stesso.
ART. 3
Il Consiglio di Circolo è convocato in via ordinaria dal suo Presidente con frequenza almeno trimestrale, con avviso scritto e con anticipo di almeno cinque giorni.
Quando se ne ravvisi la necessità, il Consiglio di Circolo può essere convocato d'urgenza con avviso verbale (scritto od orale) e con un anticipo di 48 ore.
La convocazione può essere richiesta anche da 1/3 dei componenti.
Il Presidente, ricevuta la richiesta, convoca il Consiglio di Circolo entro i 10 giorni successivi. Nella lettera di convocazione devono essere indicati: il giorno, l'ora, il luogo. gli argomenti posti all'ordine del giorno e se necessario si allega la relativa documentazione.
Qualora non si potesse esaurire l'ordine del giorno, il Consiglio di Circolo decide l'aggiornamento della riunione entro i 10 giorni successivi.
Per la validità delle riunioni è richiesta la presenza di almeno la metà più uno dei componenti.
Le deliberazioni, le proposte e i pareri sono rispettivamente adottate e formulate a maggioranza semplice dei voti validamente espressi.
Di ogni riunione viene redatto a cura del Segretario processo verbale che viene fir-mato dal Presidente, dal Segretario, dai Componenti che lo richiedono.
Stralcio del verbale viene esposto entro i 10 giorni successivi agli albi delle scuole dipendenti dal Circolo Didattico, secondo quanto disposto dall'art. 27 del D.P.R. n. 416 del 31 maggio 1974.
In caso di assenza o impedimento, il Presidente è sostituito a tutti gli effetti dal Vice Presidente. in caso di assenza di entrambi presiederà il genitore più anziano.
ART. 4
All'inizio di ogni riunione il Consiglio di Circolo approva il verbale della seduta prece-dente. Prima della trattazione degli argomenti posti all'ordine del giorno, è consentito ad ogni componente formulare interrogazioni, mozioni, interpellanze, Qualora detti interventi comportino variazioni all'ordine del giorno il Presidente mette ai voti le sin-gole richieste.
Nell'esaminare i problemi dell'ordine del giorno vie ne seguita la seguente prassi:
a) illustrazione dell'argomento;
b) discussione:
c) votazione e conseguente formulazione delle deliberazioni delle proposte e dei pareri.
La votazione avviene di regola per alzata di mano, è segreta solo se trattasi di que-stioni relative a persona. Possono essere riviste deliberazioni adottate in precedenza solo su richiesta scritta e motivata di almeno la metà più uno dei componenti l'Organo Collegiale.
Debbono essere ridiscusse deliberazioni adottate in precedenza dal Consiglio di Cir-colo su richiesta scritta e motivata dalla Giunta Esecutiva.
Il problema da riprendere in esame viene posto all'ordine del giorno della riunione in corso e può essere rinviata alla riunione successiva su richiesta anche di un solo consigliere purché il rinvio sia approvato dalla maggioranza dei presenti.
Possono essere chiamati a partecipare alla riunione del Consiglio di Circolo speciali-sti a diverso titolo, in seguito a proposta di ogni membro formulata alla Giunta Ese-cutiva e i rappresentanti del personale docente assunto dagli Enti Locali.
I verbali di deliberazione sono contrassegnati da un numero progressivo; i verbali della riunione possono essere consultati presso la Segreteria della Direzione Didatti-ca di qualunque membro del Consiglio di Circolo.
ART. 5
Le attribuzioni del Consiglio di Circolo sono previste dall'art. 6 del D.P.R. n. 416 del 31 maggio 1974. In particolare la relazione sulle materie di competenza è predispo-sta dalla Giunta Esecutiva entro il mese di settembre di ogni anno e inviata al Prov-veditorato agli Studi e al Consiglio Scolastico Provinciale entro il mese di ottobre.
ART. 6
Le riunioni del Consiglio di Circolo hanno luogo in ore non coincidenti con l'orario delle lezioni.
Alle medesime possono assistere gli elettori delle componenti rappresentanti in seno al Consiglio stesso e i Membri dei Consigli di Circoscrizione di cui alla Legge 8/4/1976 n. 278.
L'identità personale viene accertata dal Presidente, eccezione fatta per le persone note ad almeno uno dei componenti il Consiglio di Circolo attraverso documento di riconoscimento, il possesso del requisito di ammissibilità è accertato mediante la consultazione degli elenchi degli elettori delle varie categorie rappresentate nel Con-siglio di Circolo.
Allorché sono in discussione argomenti concernenti persone, il pubblico non è am-messo, pertanto il Presidente ne dispone l'allontanamento dall'aula.
Per il mantenimento dell'ordine il Presidente esercita i poteri a tal fine conferiti dalle norme vigenti al Sindaco quando presiede le riunioni del Consiglio Comunale.
A lui incombe di regolare l'ordinato svolgimento delle riunioni, di moderare le discus-sioni, di intervenire in caso di dissensi per appianarli dove è possibile, di assumere iniziative e formulare proposte quando lo consigli l'interesse della comunità scolasti-ca.
Qualora il comportamento del pubblico durante le riunioni del Consiglio di Circolo non consenta l'ordinato svolgimento dei lavori e la libertà di discussione e di delibe-razione, il Presidente dispone la sospensione della riunione stessa, adotta i provve-dimenti opportuni per l'allontanamento del pubblico, dispone la prosecuzione della riunione in forma non pubblica.
ART. 7
Il Presidente del Consiglio di Circolo e i membri della Giunta Esecutiva sono impe-gnati a dimettersi qualora venga votata una mozione di sfiducia dalla maggioranza assoluta dei componenti il Consiglio di Circolo.
ART. 8
Il presente regolamento invalida qualsiasi decisione precedentemente assunta e in contrasto con quanto esso dispone.
Il presente regolamento può essere modificato secondo le modalità stabilite dall'art. 4 per la revisione di deliberazioni già adottate in precedenza.
REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO DL INTERCLASSE/INTERSEZIONE
ART. 1
Il Consiglio di lnterclasse/lntersezione è presieduto dal Dirigente Scolastico o da un docente da lui delegato.
ART. 2
Il Consiglio di lnterclasse/lnterseziorie viene convocato dal Dirigente Scolastico stes-so per propria iniziativa o su richiesta della maggioranza dei suoi membri.
ART. 3
Le elezioni dei rappresentanti dei genitori nei Consigli di lnterclasse/lntersezione si svolgono ogni anno in base alle disposizioni ministeriali.
ART. 4
I rappresentanti dei genitori eletti nel Consiglio di lnterclasse/lntersezione hanno la facoltà di indire assemblee di classe chiedendo l'uso dei locali scolastici al di fuori dell'orario di lezione.
REGOLAMENTO DEL COLLEGIO DEI DOCENTI
ART.1
Il Collegio dei Docenti è presieduto dal Dirigente Scolastico; le funzioni di Segretario sono attribuite dal Dirigente stesso ad uno dei docenti.
ART. 2
Il Collegio dei Docenti viene convocato dal suo Presidente per propria iniziativa e qualora almeno 1/3 dei componenti ne faccia richiesta.
ART. 3
All'inizio di ogni anno scolastico il Collegio Docenti elabora il Piano Annuale delle At-tività.
ART. 4
Il Collegio Docenti ha potere deliberante in materia di funzionamento del Circolo e precisamente:
¢ programmazione, valutazione e verifica dell'attività didattica,
¢ sperimentazione ed aggiornamento educativo,
¢ scelta ed adozione dei libri di testo;
¢ propone criteri per la formazione delle classi e la formulazione dell'orario delle lezioni e delle attività scolastiche;
¢ provvede ad eleggere i propri rappresentanti negli altri OOCC. della scuola se-condo i disposti dell'art.4 del D.P.R. n.4 16/74.
REGOLAMENTO DELLE ASSEMBLEE E DEL COMITATO GENITORI
ART. 1
I genitori hanno facoltà di riunirsi in assemblea e di costituire un proprio comitato nel rispetto delle disposizioni descritte all'art. 45 del DPR n.4l6/74.
TITOLO II - ORGANIZZAZIONE SCOLASTICA
ART. 1 - Iscrizioni, spostamento e nulla-osta per gli alunni della Scuola Primaria e dell'Infanzia
Le iscrizioni alla scuola primaria e dell'infanzia avvengono secondo le norme di Leg-ge.
La distribuzione dei moduli d'iscrizione è effettuata "a vista" nei giorni previsti, in ora-rio potenziato e pubblicizzato in modo efficace.
In caso di richiesta accertata viene concesso il nulla-osta per gli alunni trasferiti.
Le richieste di spostamento di un alunno da una sezione ad un'altra o da un plesso ad un altro sempre nell'ambito del Circolo Didattico, sono esaminate e concesse dal Dirigente Scolastico, sentito il parere dell'apposito Gruppo di Lavoro per l'inserimento dei nuovi iscritti, in funzione di valutazione di ordine pedagogico o a fronte di esigenze di carattere familiare. I suddetti spostamenti sono concessi in coincidenza dell'inizio dell'attività didattica dell'anno scolastico di riferimento ovvero al suo termine. Solo eccezionalmente e per gravi e comprovati motivi il Dirigente scolastico, sempre sentito il parere del competente Gruppo di Lavoro, autorizza una deroga alla presente disposizione
ART. 2 - Organizzazione
I rientri pomeridiani delle classi a modulo del Circolo devono essere deliberati dal Consiglio di Circolo ad inizio di ogni anno scolastico secondo i criteri indicati dalla norma e di seguito elencati:
- parere pedagogico-didattico espresso, con motivata delibera, dal Collegio dei Do-centi
- proposte e pareti dei Consigli di Interclasse
- funzionalità dei servizi
Inoltre l'orario pomeridiano non è comunque estensibile oltre le ore 17.00.
E' necessario determinare uniformità di organizzazione oraria nei singoli plessi, inol-tre la stessa è perseguibile anche a livello di Circolo.
L'orario delle lezioni viene definito e reso operativo dal Dirigente Scolastico mentre le ore assegnate alle aree disciplinari sono definite dal Collegio dei Docenti.
ART. 3 - Formazione delle classi
La formazione delle classi è disposta d'ufficio dal Dirigente Scolastico secondo i cri-teri e le proposte degli Organi Collegiali e la normativa vigente.
ART. 3 bis - Formazione di eventuali liste d'attesa
Nel caso di insufficiente disponibilità di posti nelle Scuole dell'Infanzia del Circolo, si procede alla formazione di apposite liste d'attesa secondo i criteri di priorità sotto specificati:
a) alunni handicappati regolarmente segnalati;
b) alunni per i quali esiste una sola figura genitoriale (orfani, ecc.)
c) alunni residenti provenienti da altre sedi o nuovi iscritti all'ultimo anno di fre-quenza;
d) alunni residenti i cui genitori sono lavorano entrambi fuori dalla sede di abita-zione;
e) alunni residenti stranieri che non conoscono la lingua italiana iscritti all'ultimo anno di frequenza;
f) alunni residenti di quattro anni di età
g) alunni residenti di tre anni di età;
h) alunni residenti di due anni e mezzo di età;
i) alunni non residenti nel comune di casalpusterlengo;
j) ordine cronologico dell'iscrizione;
k) alunni che non usufruiscono del servizio senza giustificato motivo di salute;
l) sorteggio.
Le liste d'attesa hanno validità fino al 31 dicembre di ogni anno di riferimento. Con il 1 gennaio non si procede più all'inserimento nelle sezioni di nuovi iscritti ed i nomi-nativi degli alunni eventualmente ancora compresi nelle liste d'attesa vengono auto-maticamente immessi negli elenchi dei nuovi iscritti per l'anno scolastico successivo.
Al fine di non interrompere esperienze scolastiche già iniziate, é consentita una de-roga alla disposizione di cui al precedente comma, in presenza di disponibilità di po-sti e nel rispetto dei criteri sopra illustrati, solo per gli alunni provenienti con regolare nulla-osta, da altre scuole dell'infanzia del territorio.
ART. 4 - Ingresso, permanenza ed uscita degli alunni di scuola elementare
La situazione edilizia ed il numero dei bidelli a disposizione varia da plesso a plesso. Risulta pertanto problematico predisporre un regolamento tipo. In linea di massima comunque la sorveglianza degli alunni compete al personale docente nei cinque mi-nuti che precedono l'inizio delle lezioni antimeridiane e pomeridiane, durante le le-zioni, nel corso dell'intervallo e durante l'uscita.
In particolare, nei plessi provvisti di cancello all'uscita, gli insegnanti sono tenuti ad accompagnare tutti gli alunni fino al limite del cancello stesso, L'intervallo, sulla base di un orario che impegna il mattino per le lezioni, deve durare almeno venti minuti. Ogni insegnante si regolerà per la propria classe tenendo presente le situazioni (af-follamento dei corridoi o dei servizi, uscita nei cortili, ecc..).
Il personale docente, durante l'intervallo, è tenuto a vigilare sul comportamento degli alunni in maniera da evitare che si arrechi pregiudizio alle persone e alle cose.
Alla vigilanza degli alunni che, per esigenze legate al servizio di trasporto scolastico arrivino in anticipo rispetto all'orario indicato, provvede l'Istituzione Scolastica, previo accordo con l'Ente Locale e con il suo supporto.
Nel corso delle lezioni l'insegnante presente in aula è responsabile della vigilanza sugli alunni: in caso di necessità, prima di assentarsi, deve provvedere a farsi sosti-tuire da personale ausiliario.
Gli assistenti ad personam, i facilitatori dell'apprendimento, gli insegnanti volontari sono direttamente responsabili della vigilanza sugli alunni negli orari stabiliti.
In caso di assenza dell'insegnante titolare, il responsabile di plesso od altro docente presente, distribuisce gli alunni interessati nelle altre scolaresche sotto la responsa-bilità dei rispettivi insegnanti.
In ogni caso si fa presente che l'att. 2048 del Codice di Procedura Civile configura una forma dì responsabilità oggettiva in merito alla corretta vigilanza sugli alunni presenti, indipendentemente se appartenenti o no alla propria scolaresca.
Di conseguenza l'assenza o il ritardo dell'insegnante titolare di classe chiama alla responsabilità della vigilanza tutti gli insegnanti e collaboratori scolastici presenti. -
L'uscita degli alunni dall'aula deve avvenire sempre sotto la responsabilità dell'insegnante.
Gli insegnanti, coadiuvati dai collaboratori scolastici, cureranno l'avvio degli alunni ai servizi igienici, ai giochi organizzati in aula o nello spazio antistante o nel giardino della scuola, tenendo conto che gli alunni devono costantemente rimanere nel cam-po visivo dell'insegnante.
L'intervallo avrà durata uguale per tutti per garantire lo svolgimento delle prescritte ore di attività curricolare ed evitare il disturbo reciproco.
Prima o dopo l'intervallo, la permanenza negli spazi scolastici all'aperto è consentita solo se gli alunni sono impegnati con gli insegnanti in attività organizzate.
Considerando, anche da rilievi statistici, che i momenti di intervallo costituiscono le occasioni più frequenti di incidenti, si raccomanda una particolare vigilanza durante gli stessi.
Gli insegnanti sono tenuti a segnalare per iscritto, all'ufficio di Direzione arredi, infissi e altro che possono costituire per vari motivi (necessità di riparazione, posizione....) situazione di pericolo.
Durante l'orario di mensa e la relativa pausa la vigilanza è affidata agli insegnanti ed ai collaboratori scolastici.
Al termine delle lezioni gli alunni devono abbandonare l'aula tutti insieme, accompa-gnati fino all'uscita dal proprio insegnante; rimangono sotto la vigilanza e la respon-sabilità del personale docente e/o ausiliario cui compete di assicurarsi che gli stessi facciano uso, se programmato, del servizio scuolabus.
ART. 5 - Sciopero e assemblea del personale della scuola.
In caso di sciopero del personale scolastico i genitori devono esserne informati se-condo la norma. Nessun alunno viene rimandato a casa; gli insegnanti presenti han-no l'obbligo della vigilanza su tutti gli alunni presenti a scuola.
In caso di assemblea valgono le condizioni indicate per lo sciopero.
ART. 6 - Forme assicurative
Gli alunni fruiscono di Assicurazione Regionale ed inoltre possono fruire di Assicura-zione volontaria di Circolo relativa agli infortuni, stipulata dal Consiglio di Circolo.
ART. 7 - Infortuni
In caso di infortunio, dopo aver provveduto ai soccorsi del caso, l'insegnante titolare della classe comunicherà immediatamente l'accaduto in Direzione tramite una rela-zione scritta, utilizzando l'apposito modello.
ART. 8 - Ritardi degli alunni e degli insegnanti
Gli alunni che si presentino a scuola in ritardo giustificato rispetto all'inizio delle le-zioni saranno ammessi alle lezioni stesse.
Se non giustificati gli alunni saranno comunque ammessi, ma ne sarà informata la famiglia con nota scritta, controfirmata per presa visione dal responsabile dell'obbligo scolastico.
I ritardi devono essere sempre riferiti a cause improvvise, fortuite ed eccezionali.
E' ovvio comunque ritenere che il docente in ritardo è esposto a responsabilità grave verso la scolaresca se non ha dato tempestiva comunicazione del ritardo e non può giustificarlo formalmente.
ART. 9 - Uscita anticipata degli alunni da scuola
L'uscita anticipata degli alunni, purché accompagnati, è consentita solo per casi ec-cezionali e a fronte di richiesta scritta dei genitori o del responsabile dell'obbligo sco-lastico, documento che verrà allegato al registro di classe.
All'inizio dell'anno scolastico i genitori o i responsabili dell'obbligo scolastico per l'alunno dichiarano in forma scritta le generalità delle persone che possono ritirare, in loro sostituzione, l'alunno da scuola in orario scolastico.
Le ricorrenti uscite anticipate che dovessero rendersi necessarie per terapie o cure sanitarie vanno richieste alla Direzione didattica ed il Dirigente scolastico provvede ad autorizzarle in modo continuativo. Altre uscite ricorrenti anticipate dovute ad attivi-tà sportive, ricreative, artistiche, ecc. non sono autorizzate.
In caso di malore grave di un alunno sarà immediatamente avvertita la famiglia e, in caso di suo mancato reperimento, l'insegnante avvertirà il Pronto Soccorso.
ART. 10 - Assenze degli alunni
Le assenze degli alunni di qualunque durata, devono essere giustificate per iscritto dalla famiglia che dichiara contestualmente alla giustificazione, sotto la propria re-sponsabilità, che le condizioni sanitarie del/la figlio/a sono tali da escludere ogni pe-ricolo igienico-sanitario per la collettività scolastica.
I bambini della scuola materna che si assentano senza giustificato motivo per un pe-riodo superiore ad un mese, possono essere dimessi dalla scuola ai sensi della normativa vigente.
ART. 11 - Ingresso estranei
Non è consentito per alcun motivo l'accesso nelle scuole di estranei che siano sprovvisti di autorizzazione rilasciata dalla Direzione Didattica.
I genitori e gli accompagnatori degli alunni possono accedere all'edificio scolastico solo se espressamente convocati, in forma scritta o per motivi urgenti, in altra forma dall'insegnante di classe.
Il personale ausiliario ha il compito di sorvegliare l'ingresso per impedire l'accesso a persone non autorizzate.
ART. 12 - Ingresso, permanenza ed uscita dei bambini di Scuola Materna
Gli insegnanti di scuola materna accolgono i bambini accompagnati nella scuola; all'uscita gli stessi li affidano direttamente ai genitori o loro delegati.
Gli articoli del titolo attinenti sono da ritenersi, per quanto di competenza, validi an-che per la Scuola Materna.
ART. 13 - Divieti
E' fatto divieto, a norma di Legge, l'uso di fornellini elettrici nelle aule e negli altri spazi scolastici.
ART. 14- Uso del telefono nei plessi.
L'uso è strettamente legato alle necessità del plesso.
Qualsiasi telefonata va registrata sull'apposito registro.
L'insegnante deve garantire la vigilanza sugli alunni prima di allontanarsi dall'aula per telefonare.
Non sono consigliabili colloqui telefonici con i genitori; se da questi ultimi richiesti es-si vanno respinti per ovvi motivi; i genitori che intendono comunicare con gli inse-gnanti hanno tutta la possibilità di farlo personalmente.
E' preferibile che le comunicazioni siano tenute dall'insegnante responsabile di ples-so, se presente.
ART. 15 - Contatti telefonici con l'utenza
La scuola assicura all'utente la tempestività del contatto telefonico, stabilendo al proprio interno modalità di risposta che comprendano il nome dell'Istituto, il nome e la qualifica di chi risponde, la persona o l'ufficio in grado di fornire le informazioni ri-chieste.
ART. 16 - Informazione all'utenza
L'informazione relativa a:
- tabella dell'orario di lavoro dei dipendenti (orario dei docenti, orario, funzioni e dislocazione del personale amministrativo, ausiliario, ATA)
- organigramma degli uffici (presidenza, vice presidenza e servizi)
- organigramma degli Organi Collegiali
- organico del personale docente e ATA
- albi d'Istituto
Sono inoltre resi disponibili appositi spazi per:
- bacheca sindacale
- bacheca dei genitori
Gli operatori scolastici forniscono all'utenza le prime informazioni per la fruizione del servizio.
Gli operatori scolastici devono essere identificabili, attraverso l'esposizione del pro-prio nominativo e della propria qualifica, per l'intero orario di lavoro.
Il Regolamento d'istituto deve avere adeguata pubblicità mediante affissione
UFFICIO DI SEGRETERIA
ART. 17 - Turni di servizio
In base al Protocollo d'intesa tra Provveditorato agli Studi e OO.SS. di categoria e alla contrattazione decentrata di Istituto, il Consiglio di Circolo, entro il 15 ottobre di ogni anno, approva i turni di servizio funzionali alle esigenze dell'utenza e del territo-rio.
Il Direttore dei Servizi Generali ed Amministrativi predispone i turni di lavoro e ne dà comunicazione mediante affissione all'Albo.
Fino al 15/10 restano in vigore i turni dell'anno scolastico precedente.
ART. 18 - Orario al pubblico
Entro il 15/10 di ogni anno gli uffici di Direzione stabiliscono e comunicano l'orario di apertura degli stessi, per l'utenza e per i docenti, mediante affissione all'albo e circo-lare interna.
Fino al 15/10 resta in vigore l'orario dell'anno scolastico precedente.
ART. 19 - Contatti telefonici
Si veda art. 22.
ART. 20 - Personale ausiliario.
Il personale ausiliario, come prevede la norma, viene gestito dal Dirigente Scolastico e dal Direttore dei Servizi Generali ed Amministrativi.
Compiti del personale ausiliario sono: vigilanza sugli alunni, custodia degli spazi sco-lastici, manutenzione e pulizia come previsto dallo loro qualifica funzionale.
Il personale ausiliario deve essere presente all'ingresso e all'uscita degli alunni.
E' fatto divieto, come detta la norma, di svolgere attività di pulizia alla presenza di a-lunni.
TITOLO III - RELAZIONI COL TERRITORIO
ART. 1 - Rapporti con gli Enti Locali
Nel corso dell'anno scolastico i rapporti con gli Enti Locali vengono mantenuti dal Di-rigente Scolastico.
A novembre il Consiglio di Circolo trasmette agli Enti Locali le richieste della scuola in funzione della programmazione per l'anno successivo onde recepire le disponibili-tà degli Enti stessi in merito a servizi e contributi.
ART. 2 - Criteri per l'attuazione della relazione scuola-territorio
La scuola è aperta a tutti gli stimoli provenienti dall'ambiente cui appartiene, essa è attenta,nel suo specifico, a stabilire rapporti con il territorio in cui è presente così da formare un sistema educativo integrato funzionale alla formazione del bambino.
Compito ed identità specifiche della scuola sono quelle di aiutare il bambino a co-struire il proprio apprendimento cognitivo, intellettivo, emotivo e sociale attraverso la lettura critica della sua esperienza nell'ambiente.
Di conseguenza la scuola ha facoltà di recepire tutte le proposte di attività educative che provengono da agenzie presenti sul territorio quali, ad esempio, Enti Locali, Ora-tori, Palestre, Enti Morali e Associazioni anche attraverso concorsi, spettacoli od al-tro.
Tali proposte devono essere:
- esaminate ed approvate dal Consiglio di Interclasse
- approvate dal Collegio dei Docenti come parte integrante della Programma-zione Educativa Didattica
- qualora provenienti dall'esterno non devono avere scopo di lucro
- ratificate dal Consiglio di Circolo
Le iniziative di cui sopra devono essere quindi gestite in prima persona dai soggetti partecipanti al progetto fatta salva, comunque, la collaborazione di esperti.
ART. 3 - Accesso alle aule di personale non scolastico
La collaborazione dei genitori e/o di esperti alle attività scolastiche deve rientrare nell'ambito dell'attività curricolare.
ART. 4 - Uso degli spazi
L'uso degli spazi da parte degli Enti Locali, o di Associazioni, è sottoposto ad appro-vazione da parte del Consiglio di Circolo, che, in casi eccezionali ed urgenti, può rati-ficare autorizzazioni concesse dalla Giunta. Agli Enti interessati competono comun-que le spese per il personale, le pulizie, il consumo di materiale e l'impiego dei servi-zi strumentali.
Priorità assoluta nell'uso delle palestre e degli spazi esterni nel corso delle giornate scolastiche è riservata alle attività didattiche e curricolari nonché a tutte le iniziative culturali extrascolastiche del circolo stesso.
ART. 5 - Materiale bibliografico e didattico
L'inventario del materiale bibliografico e didattico a disposizione del Circolo è deposi-tato presso la Segreteria di Direzione.
Il materiale bibliografico può essere utilizzato da alunni e insegnanti in via tempora-nea, in funzione delle esigenze e previa indicazione, su apposito registro affidato al personale docente cui è demandata la responsabilità di plesso, dei dati richiesti in uscita e in entrata. Il materiale bibliografico già presente nei singoli plessi rimane as-segnato alle rispettive biblioteche di plesso e/o di classe.
Il materiale didattico rimane assegnato ai singoli plessi e la sua responsabilità affida-ta agli insegnanti designati dal Collegio dei Docenti. Ai singoli plessi rimane pure as-segnato il materiale di vario genere donato da Enti o Privati ai plessi medesimi.
Tutto il materiale didattico può essere utilizzato, estemporaneamente, in plessi di-versi da quello di appartenenza purché e fino a quando non necessiti nel medesimo: il materiale resta affidato alla responsabilità del docente che lo prende in consegna apponendo la propria firma su apposito registro. L'uso del materiale bibliografico e didattico da parte di organismi o di privati appartenenti alla comunità locale deve es-sere autorizzato preventivamente dal Consiglio di Circolo.
L'acquisto, il rinnovo e la conservazione del materiale bibliografico e didattico, ne-cessario per le esercitazioni e le attività didattiche, avvengono secondo i criteri deli-berati dal Consiglio di Circolo in sede di approvazione di bilancio.
Al Collegio dei Docenti è riservata la facoltà di indicare l'elenco del materiale utile al-le iniziative di cui sopra.
ART. 6 - Criteri per le uscite didattiche,visite guidate e viaggi d'istruzione.
Vanno definite in sede di programmazione didattica.
I genitori degli alunni partecipanti alle iniziative sono tenuti a sottoscrivere apposite dichiarazioni autorizzative.
Le visite guidate ed i viaggi di istruzione devono essere proposte dal Consiglio d'Interclasse e deliberate dal Consiglio di Circolo.
I docenti accompagnatori devono sottoscrivere apposita dichiarazione di responsabi-lità.
Per consentire l'effettuazione dei viaggi gli alunni di una classe devono partecipare all'iniziativa in un numero non inferiore ai ¾ degli appartenenti alla classe stessa.
Dalla Direzione Didattica devono essere preventivamente acquisite agli atti tutte le garanzie previste dalla normativa vigente nonché sul mezzo di trasporto impiegato e/o sull'Agenzia organizzatrice. L'assenza di progetto didattico, di approvazione da parte del Consiglio di Interclasse e del Collegio dei Docenti nel contesto della pro-grammazione didattica, la non conformità ai criteri qui enunciati sono causa di impe-dimento all'iniziativa.
Eventuali assenze registrate non consentono il reintegro delle quote versate per l'iscrizione.
Per le uscite didattiche da realizzarsi nell'ambito del territorio comunale è normal-mente richiesto, ad inizio di anno scolastico, il consenso dei genitori.
Per l'uso, anche in ambito comunale. di mezzi di trasporto è prevista la necessaria informativa alla Direzione Didattica.
ART. 7 - Distribuzione materiale informativo
Il materiale informativo che interessa la scuola può essere distribuito durante l'orario di lezione solo dopo l'autorizzazione della Direzione Didattica.
TITOLO IV - COMUNTICAZIONI CON I GENITORI
ART. 1 - Incontri individuali con i genitori
Gli incontri individuali dei genitori con i docenti sono fissati alla fine di ogni assem-blea di classe: ogni team docente incontra i genitori di ogni singolo alunno alla fine di ogni bimestre secondo un calendario che il collegio dei docenti stabilisce nell'ambito delle attività connesse all'insegnamento e che viene tempestivamente comunicato alle famiglie.
E' prevista la possibilità , a richiesta dei docenti e/o delle famiglie degli alunni, di sta-bilire ulteriori appuntamenti con le insegnanti (individualmente o in team) ad integra-zione degli incontri precedentemente definiti.
ART. 2 - Assemblee dei genitori
Le assemblee dei genitori vengono convocate almeno cinque giorni prima, si svol-gono all'interno dell'edificio scolastico, in orario post-scolastico concordato con i rap-presentanti di classe; tali assemblee sono fissate almeno tre volte all'anno ed in altre occasioni stabilite dagli Organi Collegiali.
I rappresentanti di classe provvederanno alla produzione/pubblicizzazione degli atti dell'assemblea.
TITOLO V - VINCOLI DEL REGOLAMENTO
ART. 1 - Modifiche e riferimenti legislativi.
Qualunque decisione in deroga al presente regolamento può essere adottata dal Consiglio di Circolo solo con l'unanimità dei suoi componenti.
Le eventuali variazioni devono essere deliberate in Consiglio a maggioranza assolu-ta dei suoi componenti.
Gli articoli contenuti nel presente regolamento qualora non risultino in conformità alle norme di Legge devono essere modificati e/o annullati.
Per quanto non contemplato nel presente testo si fa riferimento alla normativa vigen-te.
PARTE VI
12 GOVERNO DELLA SCUOLA
Il governo del Circolo Didattico é affidato alla Direzione Didattica ed agli Organi Col-legiali.
E' stato istituito dai Collegi Docenti uno STAFF DI DIREZIONE finalizzato alla fun-zionalità dell'organizzazione scolastica, alla realizzazione di una partecipazione e di una leadership efficace e diffusa, alla valorizzazione delle risorse umane ed alla condivisione del piano educativo.
PARTE VII
13 ATTUAZIONE
Le indicazioni contenute nella presente Carta si applicano fino a quando non inter-vengano. in materia, disposizioni modificative contenute nei contratti collettivi, in norme di Legge e a seguito di deliberazioni degli Organi Collegiali.
Approvazione della presente Carta dei Servizi
Delibera Collegio Docenti 11 ottobre 1999
Delibera Consiglio di Circolo 12 ottobre 1999
ALLEGATI (AGLI ATTI IN DIREZIONE)
Programmazione educativa e didattica
Standards minimi
Orari Insegnamenti
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